Teoria della conoscenza
Con i termini teoria della conoscenza mi riferisco a quell'insieme di regole che indicano le ipotesi che sia lecito fare o non fare nei confronti delle nostre percezioni.
Per capire l'importanza di questo aspetto dobbiamo comprendere come tutto quello che crediamo di sapere della realtà in verità si basa su ipotesi più o meno lecite che facciamo senza neanche accorgercene.
Tutto nasce dal fatto che la nostra vita non è altro che un insieme continuo di percezioni che si susseguono in una sorta di cinema interiore, e quindi l'unica cosa che sappiamo veramente della realtà è che questa è fatta di percezioni. In pratica non abbiamo alcuna garanzia che esista effettivamente qualcosa al di fuori della nostra essenza, e così per quanto possa sembrare incredibile noi potremmo essere semplicemente una mente che sta sognando di avere un corpo all'interno di un universo che sarebbe frutto della sua stessa immaginazione.
Non si tratta di una affermazione ad effetto fatta per stupire, ma di una seria considerazione scientifica che ha delle importanti conseguenze che non possono essere ignorate. La prima di queste conseguenze è che qualsiasi affermazione facciamo della realtà, questa dovrà perlomeno richiedere l'ipotesi aggiuntiva che esista effettivamente qualcosa di esterno alla nostra mente.
Così anche un'affermazione semplice come: "Davanti a me c'è un tavolo", finisce per implicare tutta una serie di ipotesi sulla realtà di cui non siamo neppure consapevoli. Innanzitutto non è detto che esista effettivamente qualcosa davanti a noi, inoltre anche nel caso esistesse potrebbe benissimo avere una natura completamente diversa da quella che le attribuiamo all'interno della nostra percezione visiva.
Fortunatamente tutto questo non incide sulle nostre vite, perlomeno a lato pratico dove tutto quello che conta è che ogni cosa funzioni secondo le nostre aspettative. A noi importa ad esempio che sedendoci a tavola e mangiando, il nostro organismo si rifocilli e ci permetta di proseguire la giornata con rinnovata energia. Non fa alcuna differenza dal punto di vista pratico che quel cibo sia esistito davvero all'esterno della nostra mente, ma solo che abbia avuto l'effetto che ci aspettavamo da esso.
Dal punto di vista teorico invece cambia tutto, perché se non esiste nulla al di fuori della nostra mente, è chiaro che vogliamo saperlo. Il guaio purtroppo è che non abbiamo alcun modo per esserne certi, e possiamo ricorrere solamente a delle ipotesi.
Ed è per questo motivo che è importantissimo essere in grado di fare ipotesi corrette sulla realtà, ed è questo il compito di una buona teoria della conoscenza.
Si comprende facilmente come il ruolo della teoria della conoscenza sia particolarmente delicato qualora si intenda dimostrare l'
esistenza di Dio, proprio perché essendo
Dio qualcosa di complesso e sfuggevole, è necessario sapersi destreggiare in modo rigoroso e solido su cosa sia lecito attribuire o non attribuire alla realtà.
Ed è questa la ragione per la quale il mio libro: "
La coscienza dell'esistenza" inizia proprio con un capitolo nel quale introduco quella teoria della conoscenza, che in seguito risulterà essenziale per portare a compimento l'intera dimostrazione dell'
esistenza di Dio.
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