Ruolo scientifico dell'osservabilità e della ripetibilità
Nel mio libro: "
La realtà dell'esistenza" ho dimostrato come una realtà intesa alla stregua di una
mente infinita che immagina l'universo permetta di risolvere tutti i problemi che affliggono le attuali concezioni scientifiche, e svelare i principali misteri dell'universo.
Per raggiungere questo straordinario e importante traguardo ho dovuto trattare un tema molto particolare. Mi riferisco al ruolo chiave che ha nella scienza la possibilità che i fenomeni indagati siano osservabili e ripetibili.
La ragione di questo prerequisito fondamentale non è difficile da comprendere.
La scienza per progredire ha bisogno di poter mettere alla prova le stesse conoscenze che permette di conseguire, e quindi testare se quanto è ipotizzato dalla teoria ha effettivamente i risvolti pratici che ci attendiamo. Se questo non avviene, la teoria si dimostra sbagliata, ed è possibile svilupparne una nuova.
È evidente che per poter applicare una metodologia di questo tipo è necessario che i fenomeni indagati siano osservabili e ripetibili, perché solo a queste condizioni sarà possibile effettuare le suddette verifiche.
I fenomeni indagati sono e restano comunque sempre gli stessi, a cambiare invece sono le teorie e quindi i modelli scientifici attraverso i quali cerchiamo di spiegarli in modo coerente.
Si comprende in questi termini come l'unico criterio a cui devono sottostare i nostri modelli scientifici siano quelli imposti dalla logica. Con ciò intendo dire che non ha alcuna importanza che le spiegazioni di un determinato fenomeno siano a loro volta osservabili e ripetibili.
Un esempio concreto lo troviamo nel cosiddetto continuum spazio temporale della teoria della relatività. Esso costituisce lo strumento attraverso il quale siamo in grado ad esempio di spiegare la forza di gravità, ed è un modello universalmente accettato nonostante sia per definizione oltre la sfera del percepibile.
Ciò che possiamo osservare sono gli effetti di questo continuum spazio temporale, e quindi i fenomeni che intende spiegare, nel caso specifico la gravità, mentre tutto ciò che lo riguarda direttamente rimarrà per sempre precluso dall'ambito delle nostre osservazioni.
Questo stesso discorso può essere esteso anche per il modello di realtà da me introdotto. Detto in termini più espliciti: non riveste alcuna importanza se siamo in grado o meno di osservare che la realtà sia effettivamente una
mente che immagina l'universo.
L'unica cosa che riveste un qualche significato scientifico è vedere se questa ipotesi di
realtà permette di spiegare in modo coerente i fenomeni osservabili e ripetibili che possiamo sperimentare. E questa è una cosa che il modello da me introdotto fa ad un livello nettamente superiore a qualsiasi altro modello scientifico mai introdotto prima d'ora.
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