Qual'è il modo giusto per definire Dio?


foto articolo del sito esistenza di Dio




Esistono così tanti modi differenti per intendere la divinità, e quindi il concetto stesso di Dio che a volte perfino nell'ambito di una comunità ristretta di persone si fatica ad accordarsi sulle proprietà fondamentali da attribuirgli, e addirittura sul numero di divinità da chiamare in causa.

Perfino gli scienziati e i filosofi che nel corso dei secoli si sono cimentati nella dimostrazione dell'esistenza di Dio non si sono certamente contraddistinti per aver dato di lui una definizione chiara e precisa. Anzi hanno spesso brillato per vaghezza, riferendosi a Dio come a una causa non causata, come al motore primo di ogni evento, come a ciò di cui non si può pensare il maggiore e via discorrendo.

E dire che nel momento in cui si voglia dimostrare qualcosa, il punto imprescindibile da cui partire è senz'altro quello di dare a quel qualcosa una definizione precisa e rigorosa. Perché se non si sa bene di che cosa si sta parlando, si perde solo tempo in inutili chiacchiere.

Se è chiara la necessità di assegnare a Dio una definizione precisa, perlomeno quando si voglia discutere della sua esistenza, è meno evidente comprendere quale definizione debba poi essere scelta e perché.

Uno dei modi migliori per affrontare la questione così sollevata è attribuire a Dio quelle caratteristiche senza le quali perderemmo ogni interesse in lui. E in particolare quelle di aver creato, sostenere e governare l'universo.

Perché è chiaro che un Dio che non avesse creato e non sostenesse né governasse l'universo, sarebbe ai nostri occhi semplicemente un'altra delle molteplici forme di vita che vi abitano.

Naturalmente per poter creare, sostenere e governare l'universo Dio dovrà avere degli attributi specifici, quali: l'onnipotenza, l'onniscienza, l'onnipresenza e la coscienza.

L'onnipotenza è generalmente intesa come la capacità di fare ogni cosa, ma per i nostri scopi sarà sufficiente che conferisca a Dio perlomeno la capacità di aver creato, sostenere e governare l'universo così come è.

L'onniscienza è generalmente intesa come la capacità di conoscere ogni cosa, ma anche in questo caso ci accontenteremo di un Dio che abbia perlomeno la capacità di conoscere la causa di tutto ciò che avviene nell'universo.

L'onnipresenza è generalmente intesa come la capacità di essere in ogni cosa, ma anche questa volta potremo limitarci a un Dio che sia perlomeno in ogni aspetto tangibile della creazione.

La coscienza è un attributo che in genere non viene accostato a Dio, eppure è un attributo indispensabile da introdurre visto che Dio, per creare l'universo, deve essere in qualche modo al di là di esso. Questo significa che dovrà necessariamente saper esprimere la propria esistenza anche in una realtà puramente spirituale, e questa qualità è ciò che noi identificheremo con il termine coscienza e che si riferirà alla capacità di Dio di percepirsi come un'unità sufficiente in se stessa.

In definitiva una definizione di Dio allo stesso tempo precisa e rigorosa risulta essere la seguente:

Dio è quell'ente onnipotente, onnisciente, onnipresente che è cosciente di se stesso e che ha creato, sostiene e governa l'universo senza che l'universo gli sia necessario.



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