Perché la nozione di Dio è strettamente collegata a quella di bontà?
Una caratteristica che nel corso della storia ha sempre accompagnato la nozione di divinità che le varie popolazioni sono venute a sviluppare è la predisposizione di fondo a fare il bene degli esseri umani. Mi riferisco a ciò che in termini religiosi è alla base dell'infinita benevolenza di
Dio.
In quest'ottica va comunque rilevato come alle divinità siano stati attribuiti anche comportamenti tutt'altro che amichevoli e comprensivi, ma mai come loro tratto dominante.
Per scoprire le ragioni profonde di questa consuetudine è necessario fare riferimento al meccanismo nervoso da cui è scaturita la nostra nozione di
Dio. Mi riferisco allo sfogo innato che si attiva automaticamente di fronte alle situazioni da cui ci sentiamo sopraffatti, e dal quale si origina la nostra idea di trascendenza.
Trattandosi di una concezione verso cui siamo sospinti in frangenti di grande difficoltà, è del tutto evidente che finiremo per attribuire ad essa la connotazione positiva di nostra salvatrice.
Un esempio tipico in cui questi meccanismi entrano in gioco è quello nel quale viene a trovarsi una popolazione che si trova assediata da un esercito nemico, senza alcuna speranza di fuga. Siamo di fronte alla classica situazione contro cui c'è ben poco da fare, se non attendere pazientemente l'inesorabile svolgersi degli eventi.
È evidente che in un simile contesto a farla da padrone sarà un intenso e profondo senso di impotenza. E sarà proprio questo sentimento ad attivare il suddetto meccanismo e a spingere la popolazione a rivolgersi a qualcosa o qualcuno che percepiscono al di sopra di quei drammatici eventi.
Ed è altresì evidente che questo qualcosa o qualcuno, che sarà infine identificato nella figura di
Dio e fatto oggetto di preghiera, acquisirà necessariamente una forte connotazione positiva.
D'altro canto è pur vero che non sempre i problemi si risolvono con le preghiere, ed è proprio per giustificare questa mancata accondiscendenza da parte delle divinità di volta in volta invocate, che le varie popolazioni si sono ritrovate ad attribuire loro anche delle qualità caratteriali capricciose e ciniche.
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