La concezione umana di Dio dimostra la sua non esistenza?
Secondo alcune correnti di pensiero anche il richiamo che noi esseri umani sentiamo verso
Dio può essere spiegato attraverso i meccanismi dell'evoluzione naturale.
Per giungere a questa conclusione è sufficiente osservare come l'intero concetto di divinità si sviluppi a partire da quella nozione di trascendenza che caratterizza uno degli istinti innati di cui siamo dotati noi esseri umani, e in specifico quello che ci tiene a galla nelle condizioni di impotenza.
Un esempio in proposito lo abbiamo in quelle persone che pur non essendo religiose si trovano improvvisamente a pregare
Dio quando scoprono di avere malattie incurabili o quando le fondamenta su cui hanno basato le loro vite vengono a sgretolarsi.
Avere la possibilità di affrontare le situazioni che ci sovrastano senza perdere la speranza si configura proprio come uno di quei tratti distintivi che una volta verificatosi per caso riesce a trasmettersi geneticamente alle generazioni successive per via dell'utilità che concede in termini di sopravvivenza.
I sostenitori di questa tesi rifiutano l'
esistenza di Dio perché se è possibile spiegare in termini del tutto naturali perfino il nostro bisogno di rivolgerci a lui, non rimane alcuno spazio per ricorrere a un ente sopranaturale.
Questo ragionamento non è però sufficiente per dimostrare la non
esistenza di Dio.
Innanzitutto va detto che non abbiamo alcuna garanzia che l'istinto dal quale deriva la nostra nozione di trascendenza sia una caratteristica effettivamente capace di trasmettersi alle generazioni successive.
Inoltre non possiamo escludere che questo istinto abbia sempre fatto parte della nostra dotazione genetica, e che quindi non sia ascrivibile al caso ma piuttosto al desiderio di
Dio di renderci consapevoli della sua
esistenza.
Infine va detto che anche nel caso più favorevole in cui si riuscisse a dimostrare l'origine prettamente naturale della nostra nozione di trascendenza, questo non implicherebbe minimamente l'
inesistenza di Dio, ovvero l'assenza di un essere onnipotente, onnipresente, onnisciente che cosciente di se stesso ha creato, sostiene e governa l'universo senza averne bisogno.
Ad esempio ci potremmo trovare di fronte a un
Dio che abbia creato, sostenga e governi l'universo servendosi proprio di quelle leggi naturali che guidano i nostri istinti più profondi verso di lui.
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