L'irrilevanza della vita dimostra la non esistenza di Dio?


foto articolo del sito esistenza di Dio




Secondo alcune correnti di pensiero la vita ha un ruolo del tutto marginale nell'universo, ed è sfavorita da molti fattori.

Per giungere a questa conclusione basta osservare come la vita stessa sembra esistere soltanto sulla Terra, e se anche avesse attecchito da altre parti sarebbe comunque tutt'altro che diffusa.

Inoltre, anche in un posto come la Terra in cui ha avuto molto successo sviluppandosi in molteplici forme, è sottoposta a continue minacce di vario tipo, e l'estinzione di intere specie viventi è sempre in agguato e richiede un certo impegno per essere evitata.

I sostenitori di questa tesi rifiutano l'esistenza di Dio proprio perché un creatore avrebbe certamente privilegiato la vita inserendola in un universo in cui potesse proliferare ovunque sopratutto nelle sue forme intelligenti, e non dovesse sottoporsi a una continua lotta per evitare l'estinzione.

Questo ragionamento non è però sufficiente per dimostrare la non esistenza di Dio.

Innanzitutto va detto che le caratteristiche che attribuiamo ad un universo finalizzato alla vita riflettono esclusivamente le nostre esperienze e i nostri bisogni in quanto esseri umani, e quindi costituiscono idee arbitrarie e limitate.

Va da sé che se Dio esistesse veramente non sarebbe certamente condizionato dalle nostre stesse limitazioni, e quindi avrebbe un modo diverso dal nostro per intendere un universo finalizzato alla vita.

Detto in termini più espliciti: se per noi ha senso affermare che nell'universo c'è troppo spazio per così poche forme di vita, non ha senso affermarlo per Dio.

Se infatti noi viviamo dentro lo spazio e ne siamo limitati, Dio ha creato lo spazio essendone al di fuori, e dunque per lui una grande o una piccola distanza non fanno alcuna differenza, dal momento che non deve faticare per andare da un posto all'altro.

Oppure se per noi ha senso affermare che l'esistenza della vita è ostacolata da molti fattori quali la competizione con le altre specie e le poche risorse a sua disposizione, non ha senso affermarlo per Dio.

Se infatti noi sperimentiamo queste caratteristiche sulla nostra pelle e ne faremmo volentieri a meno, Dio non ha bisogno di nulla per sopravvivere, e dunque per lui non fa alcuna differenza una piccola o una grande difficoltà.

In definitiva chiunque si metta nei panni di Dio e usi i parametri umani per giudicarne l'operato, compie semplicemente un atto arbitrario di pura presunzione, e nulla di scientifico e rigoroso.

Per finire va detto che anche nel caso più favorevole in cui si riuscisse a dimostrare che il nostro universo non è progettato per ospitare la vita, questo non implicherebbe minimamente l'inesistenza di Dio ovvero l'assenza di un ente onnipotente, onnisciente, onnipresente che cosciente di se stesso ha creato, sostiene e governa l'universo senza averne bisogno.

Ad esempio potremmo trovarci di fronte a un Dio che ha dato luogo alla creazione secondo criteri che la nostra mente non è neppure in grado di concepire, semplicemente perchè limitata ai soli concetti che si possono sperimentare all'interno di quella stessa creazione.



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