L'esistenza di Dio è oltre il principio di contraddizione?
Il principio di contraddizione rappresenta la capacità della mente di accorgersi della diversità tra quanto essa stessa si attende di percepire in un dato luogo e in un dato momento, con quanto si trova effettivamente a percepire in quel luogo e in quel momento.
Sebbene al primo impatto una definizione di questo genere possa sembrare alquanto oscura, facendo riferimento ad opportuni casi pratici risulterà piuttosto semplice da comprendere.
Supponiamo a questo proposito di voler verificare che sopra uno specifico tavolo non ci sia alcuna mela.
Ebbene: per giungere a questa conclusione dovremo necessariamente constatare come ciascun singolo oggetto in quel preciso momento e in quel preciso luogo sia qualcosa di diverso dalla suddetta mela.
In pratica quello di cui ci serviremo sarà proprio il principio di contraddizione.
Ma cosa centra tutto questo con
Dio?
Centra e anche molto, visto che queste conoscenze risultano indispensabili se si vuole comprendere fino in fondo cosa impedisca alla nostra mente di escludere direttamente la sua
esistenza.
Il punto centrale dell'intera questione può essere riassunto nel fatto che solo ciò che la nostra mente è in grado di percepire potrà dare luogo ad una qualche contraddizione.
Tornando all'esempio precedente possiamo affermare con tutta tranquillità che non saremo mai in grado di escludere che sopra quel tavolo ci possa essere un angelo invisibile, inaudibile e impalpabile.
E questo semplicemente perché, se anche quell'angelo esistesse veramente, esisterebbe in uno spazio tempo che esula dalle nostre percezioni.
In pratica nessun oggetto tra quelli che saremo mai in grado di scorgere sopra il tavolo sarà capace di escludere la contemporanea presenza dell'angelo.
Questo stesso identico discorso vale per
Dio.
In specifico, poiché
Dio è oltre ciò che siamo in grado di percepire direttamente, non potremo mai individuare nulla nel creato capace di contraddirlo, o detto in altri termini: se anche ci fosse qualcosa capace di farlo, sarebbe qualcosa che non saremo mai in grado di percepire attraverso i nostri sensi.
Allo stesso modo non potremo mai scorgere nulla nel creato che possa contraddire direttamente l'onnipotenza di
Dio o la sua onniscienza o la sua onnipresenza o anche la sua coscienza, semplicemente perché tutte queste caratteristiche, al pari di
Dio, travalicano la limitata sfera sensoriale umana.
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