In che modo gli scienziati dovrebbero approcciarsi a Dio?
La scienza è probabilmente il tentativo umano più riuscito di comprendere come stanno veramente le cose.
Non che sia l'unica via attraverso la quale si possano ottenere delle risposte, ma è senz'altro quella che nei secoli ha dato maggiore prova di sé, come possiamo constatare dalla tecnologia che vediamo attorno a noi e che allieta in molti modi le nostre esistenze.
Nonostante questi indiscutibili successi non si dovrebbe mai dimenticare che la scienza nasce dall'uomo ed è fatta dall'uomo, e quindi ha connaturati in sé tutti i limiti della natura umana.
Un limite molto pericoloso con il quale la scienza deve fare costantemente i conti è ad esempio la nostra arroganza, ovvero il pensiero bieco e sterile di chi crede di saper già tutto.
A questo riguardo posso certamente citare l'atteggiamento completamente chiuso che hanno molti scienziati nei confronti di temi quali il paranormale, i miracoli, gli ufo e via discorrendo.
Eppure l'apertura mentale è una di quelle caratteristiche irrinunciabili che ogni scienziato dovrebbe fare proprie, dal momento che la verità delle cose non ha certo l'aspetto che noi vorremmo darle e neppure quello più comodo e rassicurante per il nostro quieto vivere.
In questi termini la scienza può essere paragonata ad un bicchiere infinitamente grande che non potrà mai essere riempito completamente. Ma per quanto importante è il suo contenuto, un bicchiere resta pur sempre un bicchiere, e come tale non sarà mai in grado di riempirsi da solo. Così se nessuno ha l'umiltà e la pazienza di versare continuamente dell'acqua al suo interno, il suo contenuto smetterà di crescere.
Lo stesso avviene per la conoscenza scientifica, destinata inevitabilmente ad arrestarsi nel preciso momento in cui gli esseri umani, convinti di sapere già tutto, smetteranno di alimentare la loro sete di conoscenza in direzioni sempre nuove.
Altre volte, ad arrestare la conoscenza, è semplicemente l'attaccamento che alcuni scienziati sviluppano nei confronti delle conoscenze acquisite.
Quello che accade è che alcuni di loro si riconoscono a tal punto nel quadro che la scienza attuale fa della realtà, che si considerano persi di fronte a qualsiasi fenomeno che sembri non assoggettarsi alla medesima visione. E così finiscono per considerare una minaccia tutto quello che è nuovo o che comunque non rientra nei canoni acquisiti.
In questo modo purtroppo, sebbene in maniera inconsapevole, costoro si trovano a tradire il nobile fine della scienza, che è quello di spiegare come stanno veramente le cose, preferendo ad esso la strenua e cieca difesa dello status quo, arrivando così a fare esattamente l'opposto di quello che dovrebbero fare.
Che a governarli sia l'arroganza o l'attaccamento al proprio modo di vedere il mondo, fatto sta che molti scienziati non sono assolutamente obiettivi nei confronti della tematica
Dio.
Semplicemente nella loro visione tutto quello che avviene nella realtà risulta spiegato in termini di precise leggi matematiche, e semplicemente non c'è né può esserci spazio per alcun
Dio. Anzi in un modo molto concreto
Dio costituisce per loro una grande minaccia perché metterebbe in discussione tutte le loro certezze. Ed è per questo motivo che spesso e volentieri non riescono a mantenersi neutrali, ma sembrano animati da una furia inesauribile a cercare in ogni modo di sancirne l'
inesistenza.
Si può avere così la distorta percezione che la scienza sia contro
Dio, quando ad essere contro di lui non è la scienza ma semplicemente degli uomini non all'altezza del compito che sono stati chiamati a svolgere per l'intera comunità.
Fortunatamente esistono anche scienziati che interpretano la loro professione in modo corretto, e pur sentendosi a loro agio nell'ambito delle conoscenze acquisite, non hanno né dimostrano mai alcun preconcetto nei confronti di nessuna nuova forma di conoscenza, e sono sempre e comunque pronti a mettere in discussione il sapere acquisito, con l'umiltà e l'apertura mentale che contraddistingue il vero ricercatore della verità.
E sono proprio questi scienziati quelli che riescono a mantenere una posizione molto neutrale nei confronti dei temi più dibattuti, come quello dell'
esistenza di Dio.
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