Hanno senso definizioni contraddittorie di Dio?


foto articolo del sito esistenza di Dio




Le definizioni di Dio risultano contraddittorie quando si attribuisce a Dio la qualità dell'onnipotenza, intesa come la capacità di fare ogni cosa.

Uno degli esempi più illuminanti a cui rifarsi è quello di un Dio che usasse la propria onnipotenza per creare qualcosa che non può distruggere. Chiaramente nel momento in cui creasse quel qualcosa, il fatto di non poterla più distruggere ci impedirà di continuare a considerarlo onnipotente.

Un altro esempio chiama in causa il concetto di onniscienza, intesa come la capacità di sapere ogni cosa. In effetti un Dio che la usasse per conoscere il suo stesso futuro si troverà nella particolare condizione di non poter violare quelle stesse previsioni, e quindi di fatto non potrà più essere considerato onnipotente.

A questo punto si deve sapere che secondo i dettami della logica classica ciò che è considerato contraddittorio non può esistere, perché se si ammettesse la sua esistenza allora sarebbe possibile tutto e il contrario di tutto, e la confusione sarebbe infinita. In questo senso la logica viene a trovarsi nell'imbarazzante situazione di dover negare l'esistenza di un qualunque Dio fosse ritenuto onnipotente.

Di primo acchito ci sembra di essere di fronte a un ostacolo insormontabile, tuttavia la soluzione è semplice e consiste nell'attribuire al termine onnipotenza il suo corretto significato, quello cioè di poter fare ogni cosa, e quindi in particolare di poter violare il principio di contraddizione. In pratica, in virtù della propria onnipotenza, per Dio sarà possibile realizzare anche quello che la logica classica considera contraddittorio in se stesso.

Naturalmente per procedere su questa linea, e quindi per fare riferimento a un contesto più ampio di quello permesso dalla logica classica, si dovrà individuarne e circoscriverne con esattezza i limiti. Dovremo quindi approfondire la conoscenza della mente umana, e in particolare dovremo comprendere come prenda forma al suo interno il principio di contraddizione e quindi a quali caratteristiche della realtà sottenda.

Va citata una via alternativa, la possibilità cioè di attribuire a Dio non un'onnipotenza assoluta bensì l'onnipotenza strettamente necessaria per realizzare l'universo così com'è. In questi termini non ci troveremmo più con un Dio in grado di fare ogni cosa, bensì con un Dio in grado di fare tutto ciò che è possibile fare.

In definitiva possiamo tranquillamente concludere come il termine onnipotenza non crei alcuna difficoltà insormontabile, e di fatto possa essere utilizzato nel definire un Dio di cui abbia senso cercare di dimostrare l'esistenza.



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