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Ha senso vedere Dio come qualcosa di distinto dall'universo?


foto articolo del sito esistenza di Dio




Uno dei più grandi errori che possiamo compiere nel rapportarci con Dio è quello di considerarlo come un essere del tutto disgiunto da noi e dal resto dell'universo.

Si tratta di un errore molto comune, che in genere commettiamo nel rivolgerci a lui come se stessimo parlando con un essere collocabile in un qualche luogo dello spazio.

Questo modo di rapportarci a Dio è qualcosa a cui arriviamo in maniera del tutto naturale in quanto riflette il tipo di interazione che abitualmente instauriamo con le altre persone. Il guaio è che Dio non è una persona, ma qualcosa di totalmente diverso.

Per rendere più chiaro il seguito di questo discorso mi servirò di un esempio.

Se abbiamo in mano una penna e vogliamo usarla per disegnare qualcosa, abbiamo bisogno di una superficie, tipicamente un foglio, che permetta al suo inchiostro di seccarsi seguendo le forme descritte dal movimento della nostra mano.

In questi termini il disegno non può esistere da sé ma ha bisogno di un sostegno che gli consenta di manifestarsi e di permanere. Ed è precisamente questo il senso che deve essere attribuito a Dio.

Il punto che deve essere chiaro è che nel momento in cui attribuiamo all'universo la capacità di esistere da sé, potremmo anche fare a meno di Dio.

Detto altrimenti: Dio può essere considerato la risposta più logica e naturale al mistero non ancora risolto dalla scienza relativo a ciò che sostiene l'intera creazione. Mi riferisco a un mistero che ha tratto nuova linfa dalle scoperte rese possibili dallo sviluppo della meccanica quantistica, le quali dimostrano che le particelle microscopiche di cui è fatto l'universo possono venire in esistenza dal nulla e scomparire nel nulla.

Questo significa che la possibilità di esistere non è un attributo statico e immutabile che la materia possiede da sé, ma qualcosa che le viene "concesso" e "tolto" dall'alto.

In quest'ottica Dio rappresenta il sostegno indispensabile che consente a ogni cosa di essere e permanere secondo le proprie caratteristiche, ed è in quest'ottica che va inquadrato il suo attributo dell'onnipresenza.

Ed è precisamente per questi motivi che risulta totalmente sbagliato e inappropriato rivolgerci a lui come se fosse qualcuno che sta da qualche parte dell'universo e si pone nei confronti dell'universo stesso come se fosse qualcosa di disgiunto da sé.



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