Ha senso vedere Dio come qualcosa di coincidente con l'universo?
Il Panteismo, nella sua versione naturalistica, è quella corrente di pensiero che fa coincidere
Dio con la natura e quindi con l'universo. Si tratta in questo caso di un'equivalenza completa, nel senso che a
Dio non viene attribuito nulla più di quello che fa già parte della natura.
In altre parole in questa versione di Panteismo si ha a che fare con un
Dio che oltre ad essere impersonale, dovrà essere considerato del tutto privo di coscienza e consapevolezza.
È evidente che quello che viene a configurarsi in questa descrizione non rappresenta minimamente il
Dio a cui siamo interessati, ma costituisce semplicemente un altro termine per esprimere la nozione di "natura".
Il definitiva il Panteismo costituisce il modo sbagliato per intendere l'onnipresenza divina, la quale non deve e non può essere pensata come una limitazione per
Dio.
Con ciò intendo dire che nel momento in cui affermiamo che
Dio è onnipresente nell'universo, non stiamo al contempo implicando che
Dio debba limitarsi ad esso.
Di fatto il piano materiale nel quale si esprime l'universo non riempie il tutto, e vi è in un senso molto concreto un altro piano di
esistenza nel quale la realtà si esprime, che possiamo definire piano trascendente.
Questa conclusione, che sul piano logico risulta necessaria affinché si possa fare riferimento a una nozione soddisfacente di
Dio, trae nuova linfa dalle scoperte rese possibili dallo sviluppo della meccanica quantistica, le quali dimostrano che a determinare il comportamento delle particelle microscopiche è qualcosa che non può essere interamente ricondotto a quanto accade a livello del solo piano materiale.
Mi riferisco in particolare al principio di indeterminazione di Heisenberg, il quale non può essere liquidato in modo semplicistico come attualmente fa la scienza ricorrendo alla nozione di caso, dal momento che tale nozione risulta del tutto inconciliabile con le proprietà necessarie per regolare questo tipo di indeterminazione.
In conclusione possiamo tranquillamente affermare che l'unico modo veramente soddisfacente per vedere
Dio è quello di considerarlo come l'insieme di ciò che esiste nella materia e di ciò che la trascende.
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