Ha senso vedere Dio come colui che interferisce col mondo?


foto articolo del sito esistenza di Dio




Nei momenti più difficili delle nostre vite ci capita spesso di invocare Dio, anche se è da tempo che non pensiamo a lui, e anche se non siamo credenti.

In genere lo facciamo per chiedergli qualche importante favore, o comunque un aiuto per noi o per le persone a cui teniamo maggiormente.

Queste richieste, però, tradiscono un modo di intendere Dio che risulta essere sbagliato, perché presuppone che egli non sia direttamente responsabile di ogni cosa che si verifica nell'universo, ma che tuttavia possa intervenire per porre rimedio a delle situazioni che giudichiamo ingiuste o troppo dolorose.

Possiamo paragonare questa errata visione di Dio a quella di un maestro in una classe.

Come sappiamo il maestro educa gli scolari secondo delle regole precise, ma sappiamo anche che nel momento in cui egli si assenta, gli studenti si prendono delle libertà di troppo, e per far tornare la disciplina sarà necessario aspettare che il maestro intervenga nuovamente.

Come accennavo in precedenza si tratta di un paragone che non può essere applicato a Dio, in quanto egli è al tempo stesso sia il maestro che ogni singolo studente, ed è tanto responsabile della disciplina quanto dell'insubordinazione presente nella classe. E questo sia nel caso vogliamo considerare il maestro e gli studenti dotati di libero arbitrio sia nel caso opposto, semplicemente perché in entrambe le situazioni è sempre e soltanto il potere di Dio che permette a tutte le cose di avvenire.

In questi termini qualsiasi azione Dio compia nell'universo non può essere intesa tecnicamente come interferenza, dal momento che viene a mutare una situazione che lo stesso Dio ha precedentemente determinato. Di conseguenza l'azione di Dio non può che configurarsi in ogni momento come la naturale prosecuzione del disegno inaugurato da lui stesso dando vita alla creazione.

Questa concezione di Dio è piuttosto difficile da accettare dal momento che contrasta fortemente con l'idea di un Dio perfetto totalmente estraneo alle brutture invece presenti nell'universo.

Per riuscire a superare le difficoltà che si contrappongono a questo nuovo modo di vedere Dio è necessario superare la nozione così spontanea e radicata in noi di un Dio che agisce secondo i parametri del comportamento umano.



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