Cosa spinge le persone ad affermare di credere in Dio?
Mano a mano che cresciamo e attraversiamo le fasi dell'infanzia, dell'adolescenza e della prima età adulta, sviluppiamo una nozione del mondo sempre più completa e sfaccettata, e impariamo a rapportarci ad esso in quel modo che poi definirà la nostra identità.
Dal momento che le nozioni che apprendiamo provengono necessariamente dall'ambiente esterno, è del tutto evidente che la nostra visione delle cose si conformerà molto a quella delle persone con una esperienza simile alla nostra.
E qui con il termine esperienza non mi riferisco semplicemente all'insieme delle cose che ci accadono, ma soprattutto allo spirito con cui ci approcciamo ad esse.
Paradossalmente due individui che si trovano ad affrontare vite molto simili possono giungere ad elaborare visioni del mondo diametralmente opposte, se predisposti a due diversi modi di classificare le proprie esperienze.
Comunque anche la predisposizione a classificare gli eventi in un modo piuttosto che in un altro viene appresa dall'ambiente, anche se attraverso dinamiche che risultano poco prevedibili e controllabili.
Con ciò intendo dire che un bambino può acquisire la tendenza a classificare le cose brutte come un'occasione per migliorarsi accogliendo in questo senso il corrispondente atteggiamento costruttivo dei genitori, mentre ad esempio il fratello può trovarsi ad assumere un atteggiamento meno costruttivo e più propenso alla lamentela nei confronti delle altre persone, perché favorevolmente colpito da un compagno di classe nel quale questa attitudine risulta particolarmente evidente.
Naturalmente queste considerazioni sono valide e si estendono al modo con cui impariamo ad affrontare ogni aspetto della vita, e quindi anche l'ambito religioso. Se vogliamo però quello religioso risulta essere un ambito piuttosto chiuso e standardizzato, nel senso che viene presentato ai bambini come un insieme di verità fisse ed assolute, e spesso mancano voci fuori dal coro ed esempi anticonformisti capaci di indurli ad approcci originali rispetto a quelli maggiormente in voga.
In questi termini non sorprende che la grande massa delle persone finisca per professare proprio la religione che viene loro indottrinata da piccoli, ritenendola un qualcosa di statico e definitivo, senza alcuna spinta a chiedersi se vi è altro da imparare riguardo
Dio, la morte e la vita ultraterrena.
Siamo di fronte ad una adesione piuttosto formale e di superficie che la maggior parte degli individui mantiene immutata per la gran parte della propria vita, fedeli in questo senso all'educazione che hanno ricevuto.
E purtroppo questo significa che non sempre all'affermazione "
credere in Dio" corrisponda una reale e autentica presa di consapevolezza interiore che porta alla fede.
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