Cosa conduce le persone a sviluppare un'improvvisa fede in Dio?
Nel momento in cui consideriamo la fede in
Dio come l'inevitabile conseguenza del vedere in lui l'unica cosa che dà senso e valore ad ogni altra, non possiamo più ritenerla slegata dalle nostre esperienze di vita.
Con ciò intendo dire che un importante aspetto da tenere in considerazione nell'affrontare il tema delicato della fede in
Dio è costituito dalla capacità delle nostre esperienze di influire, incidere e cambiare la nostra scala di valori.
Questo significa che sebbene siamo predisposti per natura a valorizzare più talune caratteristiche piuttosto che altre, sarà la vita a insegnarci effettivamente quali siano quelle davvero capaci di renderci felici e quali invece non lo siano.
E niente risulta più efficace a questo scopo delle esperienze maggiormente distruttive e dolorose, perché niente come loro può costringerci a mettere in discussione l'intera nostra
esistenza e ad acquisire un nuovo modo di concepire e quindi valutare il mondo.
Ed è proprio per questa ragione, se segnati da una profonda sofferenza, impariamo a distaccarci dalle cose sbagliate che abbiamo inseguito fino a quel momento, e impariamo ad apprezzare e perfino ad amare quelle che in precedenza ci apparivano insignificanti o noiose.
La stessa cosa può avvenire nei confronti di
Dio, ed è in questo senso che è possibile spiegare la capacità che mostrano alcune persone di sviluppare quasi all'improvviso un'autentica fede in
Dio.
Quello che deve essere compreso a questo proposito è che anche in simili frangenti la fede non è mai un'acquisizione improvvisa, ma costituisce sempre il frutto di una lunga maturazione, più o meno consapevole, che porta alla fine a vedere in
Dio l'unica cosa che dà senso a tutte le altre.
In questi termini è particolarmente emblematico il caso delle persone più dissolute e dei criminali più incalliti, la cui vita non mostra apparentemente alcun sensibile avvicinamento a
Dio, e che pure sono in grado di compiere una quanto mai inaspettata svolta religiosa.
Quello che accade in questi casi, se vogliamo, è abbastanza paradossale, visto che sono proprio le scelte, le azioni e gli errori che hanno allontanato maggiormente queste persone da
Dio, a renderlo infine possibile.
Questo perché il dolore, la delusione e il senso di vuoto che accompagnano comunque le condotte di vita più egoistiche, si sposano molto bene con l'accogliere
Dio come l'unica risposta capace di infondere al proprio cuore quella pace a lungo cercata e mai trovata veramente.
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